Lo sguardo del cane
Negli occhi del mio cane io vedo un legame
In nessun altro luogo della Terra potrai trovare parole non umane tanto intense e piene d'emozione come nello sguardo del cane
Caro lettore, hai la fortuna e il piacere di avere un cane nella tua vita? Spero di sì, perché in questo modo potrai sperimentare quanto possa comunicare il suo sguardo, specialmente quando si posa su di te. Spesso sento dire “gli manca la parola”, invece parla, eccome se parla!
Tutte le sue parole si ritrovano non solo nei suoi occhi, ma anche nelle manifestazioni d’affetto verso di noi, una delle tante: quando sente che stai male, non ti lascia di vista neanche un secondo, per ore e ore; vuole dirti “Non ti preoccupare, rimango qui con te. . .”
Ogni gesto di cura, di attenzione, d’amore che abbiamo per il nostro cane, lui lo ricambia al 1000%.
Lo sguardo di Shayla
Il nostro cane si chiama Shayla e l’abbiamo presa in canile non molto tempo fa, un anno e mezzo circa, all’epoca aveva poco più di un anno e già aveva alle spalle una storia di maltrattamenti, era stata trovata pochi mesi prima in uno stato di segregazione e degrado. E’ la nostra prima esperienza e quindi abbiamo imparato giorno dopo giorno a prenderci cura di lei e giorno dopo giorno lei si è affezionata a noi sempre di più.
Io la osservo molto, perché la trovo irresistibile e mi sono accorta che il suo sguardo è sempre diretto, intenso, almeno lo percepisco così.
I primi tempi ci vedevo molta diffidenza e ci sta, credo che lei avesse una pessima considerazione degli umani, ma col tempo nei suoi occhi ho iniziato ad intravedere curiosità e interesse e poi decisamente dell’attaccamento.
Affetto, fame o paura?
Un altro momento in cui lo sguardo diventa particolarmente intenso e fisso è quando ha fame: più che fisso è incollato a tutti i miei movimenti e la cucina, il suo territorio di caccia, viene perlustrata in ogni suo centimetro! Ho letto che è un comportamento comune nei cani e che oltre alla richiesta di cibo e attenzioni, anche il disagio e lo stress possono rendere fisso lo sguardo di un cane, ma ci sono comunque altri segnali del corpo che aiutano a capire se si sente rilassata, insicura o minacciata. Pian piano stiamo imparando a riconoscere questi segnali.
Un discorso a parte è la coda. Ma quanto si muove! Mi piacerebbe tanto misurarne la velocità, che è direttamente proporzionale all’intensità della sua contentezza. Si potrebbe costruire una specie di “affettometro”. . .
"Negli occhi del mio cane" la mia poesia
Da quando Shayla fa parte nella nostra famiglia è come se fossimo al completo, è come se l’amore che nutriamo tutti per lei ci unisca. Siamo il suo “branco” e quando ci ritroviamo tutti insieme, è smisuratamente felice. Lei per me è poesia ed io ho scritto la mia per lei.
Avrei tanto voluto un cane
Le parole che ho scritto sono anche poche rispetto a tutti i pensieri e le sensazioni che mi suscita. Lei è un sogno diventato realtà.
Nella mia infanzia avrei tanto voluto un cane, ma come per tanti genitori della mia generazione, per i miei era inconcepibile tenere degli animali in casa, a meno che non fossero rinchiusi in una gabbia: negli anni si sono susseguiti cardellini e canarini, ma a me mettevano ancora più tristezza. Non sopporto di vedere animali in gabbia e men che meno degli uccelli.
Comunque, caro lettore, nella porta di casa mia era come se fosse inchiodato un’avviso: nessun appartenente alla specie canina o felina poteva attraversare la soglia, nemmeno come ospite; c’è da dire anche che negli anni ’70 e anche ’80 erano poche le famiglie che avevano dei pet.
Per fortuna ci sono stati i miei nonni, che vivevano in campagna: quando avevo circa 8 anni, durante la vacanza estiva mi regalarono una gattina, Fufi. Grazie a lei e a suo figlio ho scoperto cosa vuol dire ricevere affetto e considerazione anche maggiori che da parte di certi umani, ma di questo ti parlerò un’altra volta.
Il piccolo principe e la volpe: "creare dei legami"
Se parliamo di legami, molto meglio di me ha sicuramente scritto Antoine De Saint-Exupéry ne “Il Piccolo Principe” (1943)
. . .disse il piccolo principe. «Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"?» «E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami". . .» «Creare dei legami?» «Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo».
Antoine de Saint-Exupéry
Di quel meraviglioso racconto la volpe è sicuramente il personaggio che, secondo me, dice le parole più significative e profonde: amarsi è far sentire l’un l’altro unici al mondo. Caro lettore, sei d’accordo anche tu?
Ti lascio con alcune domande
Se hai un cane, com'è il tuo legame con lui?
Quali parole d'affetto pensi e gli dici?
E quali sono le parole che a suo modo lui dice a te?
Riflettici, ricorda, immagina. . .
se vuoi, puoi scrivermi e raccontarmi le tue risposte.
Mi farebbe piacere.
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