"Io ti amo" in cinese si dice così: 我爱你 Wǒ ài nǐ

Tre semplici parole, o meglio sinogrammi, per dire ad un' altra persona di amarla.

Caro lettore, continua il mio viaggio tra le parole d’amore nelle varie lingue del mondo e per me, lo sai, certe parole sono poesia. Tra le lingue più parlate c’è il cinese e per questo accendo i riflettori su quel grande paese che ha una storia e cultura millenarie, la Cina. 

Cosa ne conosci? Ci sei mai stato? Io no, per ora tutto ciò che so proviene dalle letture, video, qualche chiacchierata con i negozianti cinesi  e quindi poco. 

Ma anche quel poco è difficile da riassumere in un articolo, così mi concentrerò su ciò che mi ha colpito di più, partendo dalla scrittura cinese: come sicuramente ti è capitato di vedere, è completamente diversa dalla nostra, ma non trovi particolare il fatto che in qualsiasi modo venga scritto, il concetto non cambia?  Semplice. Veloce. Immediato.

Io amo te

Wǒ ài nǐ

我爱你

In qualsiasi luogo della terra
non serve altro
E' il sinogramma "amore" nella sua variante tradizionale. Per "Ti amo in cinese"
La variante tradizionale del carattere "ài"

* Nel 1956  è stato introdotto un sistema di scrittura semplificato che viene usato nella Cina continentale, a Singapore e in Malesia.  La scrittura cinese tradizionale è rimasta a Taiwan, Macao e Hong Kong. 

Un "carattere" poetico

Il sinogramma che indica “amare” o “amore” (ài) ha una composizione affascinante. La variante tradizionale * è considerata una delle più poetiche della scrittura cinese perché racchiude letteralmente il concetto di “cuore” al suo interno. 

 È composta da quattro elementi principali dall’alto verso il basso:

  • 爪 (zhǎo): Rappresenta una “artiglio” o una “mano” tesa verso il basso.
  • 冖 (mì): Indica una “copertura” o un tetto.
  • 心 (xīn): Il cuore, l’elemento centrale che definisce l’emozione.
  • 夊 (suī): Rappresenta un “piede” o il gesto di camminare lentamente.    

Simbolicamente suggerisce l’idea di prendere in mano (爪) il cuore (心), la nostra parte  più “coperta” (冖), più difesa e quindi più preziosa e muoverlo verso gli altri lentamente (夊), e quindi con estrema consapevolezza.  

Le lettere d'amore di Zhu Shenghao a Song Qinru

Caro lettore, non è voluto, ma ti scriverò di nuovo delle parole scritte in una lettera  d’amore, anzi più di trecento: quelle che il più popolare traduttore in lingua cinese di Shakespeare, Zhu Shenghao, ha scritto alla sua compagna d’università e poi moglie Song Qinru, scrittrice e poetessa. Si conobbero nel 1932, entrambi universitari nella città di Hangzhou. Lui, timido ed introverso, lei, brillante e talentuosa; per Zhu Shenghao fu amore a prima vista. Iniziò così il loro rapporto che a partire dall’anno successivo fu soprattutto epistolare perché le difficoltà personali e storiche permisero loro solo brevi incontri.

Nelle lettere Zhu Shenghao si trasforma: appassionato, ironico, malinconico, tenerissimo. . .

Oltre ai libri, alle poesie, alle piccole cose quotidiane, alle preoccupazioni, alle speranze, non mancano mai le parole d’amore per la sua Song Qingru.

Delle vecchie buste di lettera e sullo sfondo l'immagine di una strada cinese del passato in bianco a nero per "Ti amo in cinese"

Ti scrivo quelle che mi sono piaciute di più.

Da “Love Letters by Zhu Shenghao” 2024 

醒来觉得甚是爱你。 Mi sono svegliato e mi sono reso conto di amarti tantissimo. 我愿意舍弃一切,以想念你终此一生。 Sono disposto a rinunciare a tutto pur di passare il resto della mia vita a pensare a te. 寄给你全宇宙的爱和自太古至永劫的思念。 Ti mando tutto l'amore dell'universo e il mio pensiero, che va dai tempi antichi all'eternità. 不要愁老之将至,你老了一定很可爱。而且,如你老了十岁,我当然也同样老了十岁,世界也老了十岁,上帝也老了十岁,一切都是一样。 Non preoccuparti dell’avvicinarsi della vecchiaia, sarai sicuramente adorabile quando sarai vecchia. E poi, se tu invecchierai di dieci anni, anch’io invecchierò di dieci anni, il mondo invecchierà di dieci anni, Dio invecchierà di dieci anni: tutto rimarrà uguale.

"Voglio che tu mi stia accanto" 我要让你陪在我身边

La mia poesia in cinese

Caro lettore, te ne avevo già parlato, scrivere parole d’amore in una lingua diversa dalla mia, rappresenta il mio desiderio di arrivare al cuore di più persone possibili: ora mi rivolgo a quelli che parlano cinese. 

Non conosco la lingua e quindi i miei versi sono una traduzione di quelli che ho scritto in italiano ispirandomi al sentire delicato, naturale e limpido che ho percepito nella poesia cinese.

La mia parla della voglia di trascorrere con la persona di cui ti innamori quanto più tempo possibile, magari la vita intera e se la vita è un viaggio, allora vuoi che prenda lo stesso tuo biglietto.  E se il percorso, breve o lungo che sia, lo fai con chi è legato a te dal destino, beh diventa il meglio che puoi desiderare.

Il filo rosso del destino

 

Secondo la leggenda cinese un filo rosso invisibile è legato alla caviglia sinistra di ogni persona fin dalla nascita. Il filo può allungarsi, intrecciarsi, ma non spezzarsi mai.

Unisce due persone destinate ad incontrarsi, qualunque sia il tempo, il luogo o le circostanze.

 

Caro lettore, sei riuscito a trovare l’altra estremità del tuo filo rosso? 

Festival di Qixi

Il Festival di Qixi è spesso considerato il San Valentino cinese e la festa degli innamorati più popolare e tradizionale (in Cina ce ne sono ben cinque!). 

Narra la leggenda che il pastore Niulang e la fata tessitrice Zhinu, innamorati, ma separati dalla Via Lattea, possono incontrarsi solo una volta l’anno, il settimo giorno del settimo mese lunare, grazie ad un ponte di gazze che si forma nel cielo.

 

Un’altra festa degli innamorati è prossima. Il 20 maggio si festeggia il “520” perché i numeri 5,2,0 (wǔ èr líng) si pronunciano in un modo simile a come si pronuncia “ti amo” (wǒ ài nǐ). E’ questa una festa moderna: occasione per scambiarsi dichiarazioni d’amore sui social, fiori e doni.  

Ti lascio con alcune domande

Conosci parole o espressioni cinesi?

Sai di storie d'amore intense come quella tra Zhu Shenghao e Song Qinru?

Credi nel destino che lega due persone?


Riflettici, ricorda, immagina. . .



se vuoi, puoi scrivermi e raccontarmi le tue risposte.



Mi farebbe piacere.

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